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November 27
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CAPOEIRA

La capoeira (pronuncia: Capuéra) è una lotta brasiliana di origine africana caratterizzata da elementi espressivi come la musica e l'armonia dei movimenti (per questo spesso scambiata per una danza).
La storia della capoeira è molto complessa e difficile da tracciare in maniera precisa, soprattutto per la carenza di documenti scritti a riguardo e per la distruzione di questi dopo l'abolizione della schiavitù in Brasile; di certo sappiamo che trae le sue origini dalla mescolanza di rituali di lotta e danza di alcune tribù africane già colonie dei portoghesi, catturate e fatte schiave in massa per essere deportati in Brasile.
I primi documenti che parlano di capoeira risalgono al 1624, si tratta di diari dei capi di spedizione incaricati di catturare e riportare indietro gli schiavi neri che tentavano di scappare. Questi documenti fanno riferimento ad uno strano modo di combattere, "usando calci e testate come fossero veri animali indomabili".
Il mito diffuso è che la capoeira fosse un modo per gli schiavi di allenarsi a combattere dissimulando, agli occhi dei carcerieri, la lotta con la danza. Questo può essere vero solo per uno stadio molto primitivo del suo sviluppo, perché in realtà la pratica della capoeira a partire dal 1814 venne vietata agli schiavi, assieme ad altre forme di espressione culturale, principalmente per impedirne l'aggregazione, anche se alcune fonti dicono che questa forma di arte marziale ha continuato ad esistere e svilupparsi considerando il fatto che sia sopravvissuta fino ai nostri giorni.
| November 21
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Luigi Tenco e Dalida
Nero assassino della Vita e dell'Arte, tu non ucciderai mai nella mia memoria colei che fu per me gloria e gioia.
(Baudlaire)
| October 04
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Maria
Dante, divina commedia
Paradiso, Canto XXXIII
"Vergine Madre, figlia del tuo figlio, umile e alta più che creatura,
3 termine fisso d’etterno consiglio, tu se’ colei che l’umana natura nobilitasti sì, che ’l suo fattore
6 non disdegnò di farsi sua fattura. Nel ventre tuo si raccese l’amore, per lo cui caldo ne l’etterna pace
9 così è germinato questo fiore. Qui se’ a noi meridïana face di caritate, e giuso, intra ’ mortali,
12 se’ di speranza fontana vivace. Donna, se’ tanto grande e tanto vali, che qual vuol grazia e a te non ricorre,
15 sua disïanza vuol volar sanz’ali. La tua benignità non pur soccorre a chi domanda, ma molte fïate
18 liberamente al dimandar precorre. In te misericordia, in te pietate, in te magnificenza, in te s’aduna
21 quantunque in creatura è di bontate..[....]".
Dante ha scritto forse le parole più belle dedicate alla donna delle donne, ci descrive Maria in modo sublime, ineguagliabile.
e come Dante anche altri artisti sono stati ispirati dalla figura di Maria: scrittori, pittori, compositori...tra quest'ultimi ricordiamo la bellissima Ave Maria di Sebastian Bach.
Testo
Ave Maria gratia plena, Dominus tecum, Benedicta tu in mulieribus Et benedictus fructus ventris tui Jesus.
Sancta Maria, sancta Maria, Maria Ora pro nobis, nobis peccatoribus Nunc et in hora, in hora mortis nostrae Amen, amen.
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L’angoscia mi assale, non respiro, ho paura
Ti sto perdendo
non sento più ciò che dici
vedo solo il tuo viso i tuoi occhi
Non li vedrò più.
Vai via da me
Perché?
Proprio ora che ti amo
Perché?
Mi trascinasti nel tuo mondo
Con l’insistenza di un amore sincero
Profondo
Ricordo bene le tue parole, tutte le promesse
Le carezze
Dove vai senza di me?
Perché mi lasci sola?
Dio prendi me.
| August 26
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Norma
Norma è un'opera in due atti di Vincenzo Bellini su libretto di Felice Romani.
Gallie all’epoca della dominazione romana
La protagonista della storia è la sacerdotessa Norma, figlia del capo dei Druidi e amante segreta di Pollione dal quale ha avuto due figli.
Il primo atto si apre con la confessione di Pollione al suo amico Flavio di essersi innamorato di Adalgisa e di voler lasciare Norma. La giovane Adalgisa è una novizia, chiede a Norma un colloquio e le confida di esser venuta meno al voto di castità, la donna rivedendosi nella giovane la comprende sciogliendola dai voti, quindi chiedendole chi sia l’innamorato, Adalgisa ignara le indica il giovane Pollione che sta giungendo in quel momento. Furiosa Norma confessa alla giovane di lei e Pollione, Adalgisa indignata respinge Pollione. Norma sconvolta dal tradimento, pensa di vendicarsi uccidendo i propri figli nati da quella relazione peccaminosa, ma viene fermata dall’amore che prova per essi. Decide quindi di suicidarsi, ma prima affida i propri figli ad Adalgisa e Pollione, ma la giovane le da l’ultima speranza dicendole che avrebbe convinto Pollione a tornare con lei. Da tempo i Druidi tramano una rivolta contro Roma alla quale Norma si è sempre opposta, ma dopo che Adalgisa non ha ottenuto nulla dal colloquio con Pollione proclama guerra ai romani.Sta per pronunciare il nome della vittima sacrificale da immolare al dio, ma in quel momento arrestano Pollione antrato furtivamente nel chiostro, norma si fa lasciare sola con lui col pretesto di interrogarlo, in realtà cerca di riconquistare il suo cuore con gesti e parole disperate, ma il tentativo è vano, così chiama i suoi a raccolta, ha deciso il nome della vittima sacrificale: una sacerdotessa che è venuta meno ai voti e che ha tradito la patria, sta per pronunciare il nome di Adalgisa, ma poi si rende conto che ella stessa è colpevole di tali accuse così pronuncia il suo nome. Pollione capisce così il vero valore della donna che ha amato per tanti anni e decide di morire con lei, prima di morire Norma affida i proprio figli al padre, quindi sale sul rogo con l’uomo amato.
Casta diva
(forse l'aria più famosa di tutta l'opera)
TESTO DELL'INTERVENTO |
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